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Borgo Valle Rita

Borgo Valle Rita è come il paesaggio di Puglia: molti luoghi in uno solo. Entro un perimetro di centotré ettari sulle colline dell’Alto Salento c’è il torrente Rita che dà il nome alla valle e  il mare a un tiro di schioppo. C’è il palmeto che introduce a masseria Girifalco, feudo costruito nel XIV secolo, e ci sono le torte fatte in casa per colazione ogni giorno. Le dimore invece portano i nomi dei 35mila agrumi – letteralmente – in giardino:  Cedro, Mandarancio, Mandarino, Clementina, Arancio e Limone. Valle Rita è profumo di zagare in primavera e marmellate d’inverno. Passeggiate nel boschetto nascosto nel cuore della tenuta, vicino al canneto. E ozio en plein air ai bordi della piscina, costruita proprio dirimpetto al tramonto. Nel Borgo c’è anche l’orto coltivato con metodo bio, carico di zucche, zucchine, peperoni Corno di capra e friggitelli a seconda della stagione. E poi pomodori (datterini, ciliegini e cuore di bue), melanzane e sponzali. Naturalmente c’è il ristorante dove il cuoco impiatta i frutti dell’orto, conditi di memoria e creatività quanto basta.

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La valle, il torrente e le zagare

C’è una mappa disegnata a mano da Michele Tranquillini, illustratore del Corriere della Sera, che traccia nel dettaglio la geografia di Borgo Valle Rita, una distesa di centrotrè ettari di terra fra Puglia e Basilicata, a 90 metri sul livello del mare e 15 chilometri dalle coste incontaminate che s’affacciano sullo Ionio. È il torrente Rita a dare il nome alla Valle. Ed è qui, all’incrocio fra i Sassi di Matera, le gravine di Laterza, Ginosa, Massafra, il mare e i trulli della Valle d’Itria, che nel XIV secolo venne costruito il feudo di Girifalco. Il nucleo centrale è composto dalla masseria che prende il nome della contrada e le camere per gli ospiti ricavate dalle antiche abitazioni rurali disposte in parallelo a due filari di palme: la passerella che introduce al Borgo.

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Dall’orto alla tavola

Non siamo fanatici del chilometro zero a tutti costi: tutto il buono che c’è ha cittadinanza alla nostra tavola, ma naturalmente privilegiamo i frutti dell’orto che coltiviamo con le nostre mani con metodi integralmente bio. Quel che cresce nei campi regola la preparazione dei piatti ed è così che, con perfetta naturalezza, anche la cucina segue il ritmo delle stagioni.

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