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I Parchi Naturali
Nel raggio massimo di 70 Km a partire dall'Azienda Agrituristica
Valle Rita vi sono tre Parchi Naturali di straordinario valore
ambientale storico e culturale che vi presentiamo in questa
sezione.
Il Parco Nazionale del Pollino (70 Km
da Valle Rita)
Con i suoi 192.565 ettari, il Parco Nazionale del Pollino è
la più grande area protetta d'Italia tra la Calabria
e la Basilicata, capace di offrire i paesaggi più svariati.
Grandi aree wilderness dove il pino loricato - vero emblema
del Parco- si abbarbica alle pareti di roccia mentre il vento
ne modella la forma contorta, accanto ai paesaggi dolci delle
valli, dei declivi lussureggianti di fiori a primavera, dei
pianori estesi dove ancora si pratica la pastorizia antica.
A est e a ovest l'orizzonte incontra il mare, raggiungibile
in breve tempo pur se da grandi altezze. Alla solitudine delle
cime più alte, dominate dal volo maestoso dell'aquila
reale, fa da contrappunto la realtà diffusa del paesaggio
antropico: piccolissimi paesi dove ancora le donne anziane indossano
il costume tradizionale, accanto a centri abitati più
grandi, punti di riferimento per importanti iniziative culturali
di richiamo. In questo territorio resistono tenacemente nuclei
di cultura, lingua e tradizione arbëreshe (italo-albanese),
accanto ai segni archeologici delle dominazioni che vi si sono
succedute nel corso dei secoli.
Il
Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane
(70 Km da Valle Rita)
Nel cuore della Basilicata, lungo la SS 407 Basentana, si estende
per 27.027 ettari il Parco Naturale di Gallipoli Cognato e delle
Dolomiti Lucane. Il Parco abbraccia cinque comuni: Accettura,
Calciano e Oliveto Lucano nella provincia di Matera, Castelmezzano
e Pietrapertosa in quella di Potenza.
Luogo ideale per gli appassionati di birdwat-ching, roccia,
equiturismo, trekking, mountain bike ed escursionismo, riserva
ai visitatori molte sorprese anche dal punto di vista storico,
culturale e gastronomico. Certamente una delle zone della Basilicata
meglio conservate dal punto di vista naturalistico, il Parco
è prevalentemente costituito da una rigogliosa foresta
che si sviluppa in tutta l'area, tra zone collinari, strapiombi
vertiginosi e strette gole.
La Foresta di Gallipoli Cognato in territorio di Accettura è
il cuore del Parco e si allaccia senza soluzione di continuità
ai boschi circostanti di Montepiano, S. Domenico, della Montagna
di Caperrino, di Costa Cervitale, Serrane e Serra Barcuta.
Tutta la zona è caratterizzata da una forte variabilità
altimetrica: si passa dai 198 m a livello del fiume Basento,
il più importante corso d'acqua del Parco, ai 1367 m
della Cresta Tavernaro.
La vegetazione boschiva è quanto mai varia: leccio, roverella,
cerro, farnetto, acero minore, acero campestre, orniello, acero
opalo, acero montano, tiglio. Tra gli arbusti: marruca, biancospino,
corniolo, erica, cisto rosso, lentaggine. Tra le specie del
sottobosco oltre ai funghi troviamo: ciclamino primaverile,
anemoni, viole, pratoline, vinca maggiore e ciclamino napoletano.
Nei pressi di Pietrapertosa si sviluppa un consistente castagneto.
Il Parco Archeologico Storico
Naturale delle Chiese Rupestri del Materano (30
Km da Vallerita)
Il Parco, dallo straordinario impatto visivo, comprende all'interno
del suo perimetro decine di chiese rupestri, quasi tutte di
natura ipogea; molte di queste presentano esteriormente una
costruzione in tufo, testimonianza del passaggio monastico greco,
bizantino, latino e benedettino. Vista dalla Murgia, tra gli
anfratti delle profonde gravine, Matera emerge come armonica
e mirabile opera dell'uomo, perfettamente inserita nello straordinario
ambiente roccioso.
Un territorio compatto intersecato da una spettacolare "gravina"
che, dai bonificati ristagni paludosi posti a nord della città,
giunge fin sotto la collina di Montescaglioso. Ad ovest di Matera,
il perimetro del Parco corre su di una ristretta fascia lungo
il corso della "gravina" di Picciano che, partendo
dall'omonimo colle, giunge alla confluenza del fiume Bradano,
contiguo all'oasi di protezione naturale di San Giuliano. L'intera
area si presenta complessivamente, ad un primo colpo d'occhio,
nuda ed aspra, incisa dalla profonda "gravina" di
Jesce, dai valloni della Femmina, del Prete, delle Tre Porte,
della Loe, di Serritello, San Bruno-Malve. È resa ostile,
inoltre, da scoscesi strapiombi come quello di Tempa Rossa.
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